Siamo tornati!
Un viaggio di 9 giorni nei luoghi più importanti dell'Iran, attraversando con un comodo bus per 1500 chilometri le terre dell'antica Persia; da Teheran a Shiraz, passando da Kashan, Isfahan, Nain, Yazd, Saryazd, Pasagarde ed infine Persepoli, che con i suoi resti archeologici risveglia i miti della Persia ai tempi di Dario il Grande.
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| Teheran - Moschea Nasir ol Molk |
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| PERSEPOLI |
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"Ma com'è l'Iran?" - mi chiedono.
È un paese magnifico. Una cultura affascinante. Le persone sono accoglienti, e sinceramente interessate agli stranieri. Più volte ci hanno fermato in strada per darci il benvenuto, stringerci la mano ed iniziare brevi colloqui di conoscenza; noi italiani poi siamo visti con simpatia e curiosità.
E poi i giovani. I giovani hanno una vitalità incredibile, sotto il regime c'è un’energia potentissima che vive nascosta, che vibra e che ha voglia di uscire. Me lo ha confermato la nostra giovane guida Mohamed, ma anche l'incontro con degli studenti che gestiscono un piccolo ritrovo privato a Teheran, dove si ritrovano regolarmente per studiare, suonare o ascoltare musica, ma soprattutto per confrontarsi.
Ci hanno detto che dopo l'elezione nel 2013 del Presidente Hassan Rouhani, dopo l’accordo sul nucleare e quindi la fine degli embarghi, dopo le recenti elezioni popolari del 26 febbraio del Parlamento dove il 42 per cento è occupato dai moderati riformisti sostenitori del presidente Rouhani, i ragazzi sono molto ottimisti sul loro futuro.
Sentendo loro si respira la consapevolezza che il futuro sarà migliore, e questa certezza dà molta forza.
E poi un'altra grande novità è il potere che le donne iraniane stanno lentamente conquistando: lo aveva promesso al momento di prendere la guida dell’Iran proprio il Presidente Hassan Rouhani che il suo governo avrebbe riservato maggiori opportunità e diritti alle donne; oggi ben 3 viceministro e 18 deputati sono donne elette nell'Assemblea del Parlamento.
Le donne, sempre più scolarizzate, fanno sentire la loro voce. La nostra guida ci ha detto che pur soggette a numerosi vincoli, tuttavia, le donne hanno fatto enormi passi avanti nelle professioni. Un terzo dei medici del paese porta l’hijab (il velo). L’insegnamento è ormai quasi solo declinato al femminile: 80 per cento degli insegnanti sono donne. E sui social (Instagram, Facebook, Twitter e Telegram) anche il velo (l'hijab), imposto a tutte le donne per legge, viene contestato con il rischio di venire arrestate. In giro per l'Iran abbiamo spesso visto le donne alla guida di auto ed a Teheran anche una donna guidare un taxi!
Certo la strada di conquista di maggiori diritti e libertà è appena iniziata e le limitazioni sono ancora molte, ma i segnali di cambiamento sono ben visibili anche a noi turisti e non solo a Teheran.